Giornata shockante, quella di ieri, per gli amanti, gli amori, i professionisti della comunicazione e per chiunque creda che l’italiano corretto sia a pochi passi dall’estinzione. Passi “petaloso” ma non penso che la dotta accademia avrebbe accettato positivamente l’ultimo ospite de La Repubblica. Forse è stata la forte tensione emotiva per la giornata dell’amore ma “quelli” di RealTime, o chi per loro, l’hanno sparata grossa, anzi l’hanno sparata sbagliata, che più sbagliata non si può. Viene da piangere se si pensa che a scrivere tale obbrobrio siano stati dei professionisti della comunicazione.

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Immaginiamo un attimo com’è andata la cosa. Grafico, copy e art parlano tra di loro, sparano idee a caso “come possiamo farci notare per San Valentino? Ci siete riusciti benissimo, ma forse volevate essere notati per altro”. In ogni caso passi (non passa, ma invochiamo per un attimo l’incapacità di intendere e di volere) la svista del copy, poi la svista del grafico, poi quella dell’art poi quella del reparto comunicazione di RealTime, poi… no devono passarne troppe. È possibile che nessuno si sia accorto di nulla, nessuno abbia notato quell’apostrofo di troppo, nessuno si sia chiesto “cosa ci fa lì quel coso?”.

Una storia degna di Lucarelli e del suo celeberrimo Blunotte. Il web è impazzito, la gente viola di vergogna, anche quelli che non capivano l’errore lo hanno capito e hanno iniziato a fare lezione di grammatica (i tuttologi del web per citare quello della “scimmia che balla”). I conti non tornano, anzi gli apostrofi. Che abbiano programmato tutto? Che certi dell’eco che avrebbe avuto la questione abbiano deciso di  puntare sull’errore per avere visibilità? Dei geni del male, anzi della viralità in questo caso. Un post condiviso da migliaia di utenti, criticato, sbeffeggiato, ma presente sulla bacheca (degna erede della bocca) di tutti. Che non siano state delle sviste? Che chi ha pensato e realizzato questa campagna ne sappia una più del diavolo (e sicuramente più dell’utente medio del web)?

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Secondo quanto apparso sul sito di Real Time (visitatissimo in queste ore) quell’errore è voluto, studiato, amato, concepito con raziocino. Avete smesso di ridere? Noi no e ci complimentiamo con Real Time Communication Staff.

Siamo stati spiegati? Adesso criticateci pure!